STORIA DEL SITO
Il sito di Fontana Ranuccio è uno dei più importanti giacimenti archeologici e paleontologici del Pleistocene medio (730.000-125.000 anni da oggi)d'Europa.

Scoperto a causa di lavori di cava e pozzolana, successivamente vincolato, è stato scavato a apartire dal 1978, con alcune interruzioni. La recente fase di ricerca è ripresa nel 2003, con nuovi rilievi topografici e sondaggi stratigrafici per studi paleomagnetici, paleobotanici,ecc. Da questo anno sono ricominciate le indagini stratigrafiche e multidisciplinari sullo strato fossilifero, datato con metodi radiometrici a 458.000 anni dal presente. Gli scavi sono eseguiti nell'istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma, con finanziamento del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e del Comune di Anagni.


L'IMPORTANZA DEL SITO
Il particolare interesse del giacimento di Fontana Ranuccio è dato dalla posizione intermadia dell'uomo presente in questo sito (circa 450.000 anni) fra i 900.000 anni del cranio di Ceprano e i Neandertaliani del Circeo (circa 50.000 anni). Si ha la più antica presenza di manufatti elaborati su osso del Paleolitico Inferiore e la sicura datazione radiometrica di vari strati paleontologici e paleoarcheologici in successione continua dal Villafranchino (qui circa 1.500.0000 di anni dal presente) ai 300.000 degli strati superiori. Inoltre si è potuto stabilire la sicura sequenza delle associazioni faunistiche nei vari livelli stratrigrafici.

LA STRATRIGRAFIA
La sovrapposizione di vari livelli di materiali depositatisi in successione nel corso del lunghissimo tempo, come la pagine del libro della natura, ci permette di comprendere la storia che ha preceduto la formazione del paesaggio attuale e soprattutto ci mostra ciò che è avvenuto via via durante le molte migliaia di anni. Nel sito di Fontana Ranuccio sono presenti, dall'alto verso il basso, i seguenti strati:


  1. Suolo recente e Olocenico (fino a 10.000 anni fa)
  2. Tufo litoide (depositi vulcanici consolidati, circa 350.000 anni fa)
  3. Cineriti e lapilli (prodotti d'eruzione vulcanica ridepositati attribuiili a circa 400.000 anni fa)
  4. Sabbie argillose con croste di ossidi di ferro-manganese
  5. Strato con le faune e i manufatti (Paleolitico inferiore) risalenti qui a 458.000 anni fa

SCAVI PRECEDENTI
Nell'area dei vecchi scavi, dal 1982 al 1989, si è riconosciuto ciò che resta di antiche paludi e laghi, testimoniati dalla presenza di legni di alberi ad alto fusto e ossa di uccelli acquatici.

I mammiferi presenti nell'area durante il Pleistocene medio erano soliti abbeverarsi presso le sponde fluvio-lacustri presenti fra le radure delimitate da ricca vegetazione, zone frequentate anche dall'uomo per la caccia. Anche le carcasse degli animali erano sfruttate dall'uomo, la cui presenza è testimoniata dai manufatti in selce e in osso che venivano utilizzati per varie attività.

I REPERTI
I fossili rinvenuti sono principalmente ossa di elefanti, daini, magaceri, cavalli, ippopotami, orsi e anatre che vivevano presso un ambiente palustre durante un periodo di clima temperato. La presenza dell'uomo è testimoniata dal rinvenimento di alcuni denti e da strumenti ricavati dalla pietra e dalle ossa di animali.